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Geologia

Aspetti Naturalistici

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CARTA GEOLOGICA DELLE PREALPI BRESCIANE TRA LA VAL VRENDA E IL M.PIZZOCOLO" di CARLO BARONI, GEMIO BISSOLATI e PIER LUIGI VERCESI - Atti Ticinesi di Scienze della Terra, 38 (1995)
La Val Degagna è una delle principali afferenti alla Val Sabbia nella sua parte terminale. Si approfonda in un contesto generalmente dolomitico e dall’abitato di Vobarno si addentra sino al Passo del Cavallino della Fobbia in prossimità del territorio dell’Alto Garda Bresciano.
Il contesto dolomitico afferisce al paesaggio un’asprezza notevole, con pareti scoscese, picchi e guglie.
Di seguito sono riportate le principali formazioni rocciose affioranti in Val Degagna:
Successione stratigrafica pre-quaternaria:
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Dolomia principale(Retico inf)- Norico): rappresentata da dolomie e calcari dolomitici grigio scuri o nocciola brunastro, con stratificazione indistinta o massiccia e con potenze anche oltre al metro, costituisce la parte medio bassa della Valle. Nelle porzioni medio-superiori si riscontrano numerosi strati neri e bituminosi alternate a strati argillosi. Questi sono definite “Facies eteropiche”. Tali formazioni presenti soprattutto a nord di Carvanno sono ora definiti come Formazione di Lumezzane(Norico).
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Calcare di Zu (Retico sup.-Norico): nell’area tale formazione risulta in continuità stratigrafica con la Dolomia principale senza l’interposizione dell’Argillite di Riva di Solto. La litologia è per lo più calcarea, raramente marnosa, di colore bruno nerastro alla base, mentre nei livelli superiori è più chiara tendendo al bruno nocciola. Da analisi di dettaglio sono state identificate cinque facies litologiche molto simili tra loro. Nella zona di teglie e della Val Degagna affiora la facies basale costituita da alcuni metri di calcari mitritico-argillosi.
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Corna infraliassica (Retico sup.): si sovrappone alla formazione precedente in lembi discontinui sul versante destro della Val Degagna e del Prato della Noce. Di composizione calcarea e colore brunastro, ha tessitura “cristallina” e frattura scheggiosa. Lo spessore di tale formazione è dell’ordine di alcune decine di metri.
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Corna (Lias medio-Lias inf.): rappresenta un complesso carbonatico di rocce chiare caratterizzante il piede delle Prealpi Bresciane. Costituita da calcari puri o dolomitici, con diffusi fenomeni carsici epigei. L’unità tipica è composta da calcari compatti di colore chiaro, avorio o talvolta rosato, con tessitura detritica o cristallina, con frequenti stiloliti. La potenza della formazione nella zona raggiunge anche i 400 metri.
In alcune condizioni particolari lo smantellamento della piattaforma ha prodotto notevoli ammassi di blocchi cartografati come megabrecce, generate in corrispondenza di faglie che delimitavano la piattaforma durante il Giurassico.
Nella zona del Monte Spino si rinvengono alcune facies ricche di noduli di selce.
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Medolo (Domeriano): affiora estesamente al di fuori della Val Degagna, e di questa forma solamente la parte terminale verso Vobarno. Evidenzia una varietà di facies litologiche costituite da calcari marnosi con frequenti noduli di selce. La potenza di questa formazione può arrivare agli 800/1000 metri.
Depositi quaternari:
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Travertini di Carvanno (Pleistocene inf.-Pleistocene sup.): si tratta di depositi travertinosi costituenti la superficie relitta dell’abitato di Carvanno. Da questa scendono a “cascata” ricoprendo le rocce in posto sul versante destro della Val Degagna. Le porzioni più antiche risultano posizionate nella parte superiore, mentre le componenti morfologiche inferiori sono più recenti. Lo spessore massimo dei travertini è di circa 20 metri.
La presenza di un conglomerato fluviale alla base di tale formazione testimonia la presenza di un paleoalveo situato a circa 200 metri rispetto al livello attuale dell’Agna.
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Unità di Vobarno (Pleistocene sup.): rappresentano depositi fluvioglaciali e fluviali del fiume Chiese del Torrente Agna.
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Depositi alluvionali (Olocene): ghiaie, ciottoli e sabbie intercalate da strati limosi, che costituiscono i depositi degli alvei attivi e lo scheletro dei terrazzi più bassi.
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Detrito di falda (Olocene): costituiti da clasti di varie dimensioni, prevalentemente stabilizzati e ricoperti generalmente da suolo sottile.
Accumuli di frana(Olocene): depositi detritici, spesso caotici, costituiti da elementi granulometricamente eterogenei, strettamente legate alla natura del movimento franoso e dei materiali coinvolti.

Relazione su Geologia e Geomorfologia a cura di R. Crotti

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